venerdì 23 settembre 2016

Fendi e la moda che piace a me

Ci sono collezioni che semplicemente conquistano i nostri cuori, che ricordiamo, che rivediamo, che non dimentichiamo. La prima in assoluto che conquistò il mio cuore fu la Spring Summer 2015 di Chanel, dove alla fine Karl Lagerfeld e le sue modelle sfilano per i diritti delle donne. 

Poco tempo fa Fendi ci ha commosso tutti ( almeno, a me sì) con la sfilata sulla Fontana di Trevi, dopo l'arrivo di Silvia Venturini per Fendi e l'addio a Valentino. E infine ogni sfilata di Elie Saab mi fa desiderare di avere uno di quegli abiti da sogno ( o meglio, tutti).

E poi arriva oggi, dopo il successo del team  Lagerfeld-Venturini, direttori artistici di Fendi, a Roma tra cascate e una notte magica, la squadra ritorna a Milano dove,  almeno per quanto mi riguarda, mi hanno fatto riscoprire cosa sia davvero la moda.



Negli ultimi tempi, chi fa questo lavoro può capirmi, è facile trovarsi scoraggiati da polemiche sterili che non portano da nessuna parte, la moda, compici anche i social network, ormai è di tutti e per tutti, è qundi libera di essere criticata e giudicata e lo scoop vince su ciò che davvero gli stilisti hanno creato. La moda viene vista come  qualcosa da cui non farsi trascinare, un lusso, quasi fosse una malattia contagiosa! Oggi invece ho ritrovato quella fiducia che un po' vacillava e ho riscoperto il senso di tutto ciò: divertirsi. La moda è prima di tutto questo: divertimento. Da essa dovremmo trarre tutto il beneficio di esplorare e sperimentare creando il nostro stile, la nostra personalità che attraverso essa si manifesta.





Per la prima volta ho visto delle modelle (non di Moschino) che sorridevano, che si divertivano, che comunicavano gioventù, libertà, uscire dagli schemi.



La collezione stessa rappresenta, a mio parere, il messaggio di indipendenza ed evasione da dogmi. Grandi marchi che non portano in passerella solo il lusso, la moda abbraccia molti più stili che si adattano ad ogni tipo di donna.Ciò che mi ha colpito di più di questa collezione è che nonostante Lagerfeld stia con Fendi da ormai 50 anni, con quesa collezione mi sembra di vedere uno stilista emergente, fresco, nuovo e giovanile. Ha portato in passerella un clima giocoso.
Gonne corte sopra al ginocchio, come delle bambole, il marchio di Lagerfeld: l'organza blu che ripete in ogni sua collezione dall'inzio della sua carriera, lingerie di seta nni '20, e scarpe basse che riprendono gli stessi toni dei calzi, un vero must, se posso dirlo.
Giocare, vestiamoci, tornare nell'animo bambine, fare le creative. Ecco, questa è la moda per me.

giovedì 22 settembre 2016

Gucci Spring 2017: le rivoluzioni di Alessandro Michele continuano

Tra i fashion show più attesi della Milano Fashion Week sicuramente nella top 5 troviamo Gucci, e le sorprese che stagione dopo stagione Alessandro Michele riserva per noi. 

Se dovessi definire Alessandro Michele in una sola parola direi: rivoluzione. Un viaggio indietro nel tempo, nei glorosi anni 70 è l'ispirazione per la Spring Collection 2017 di Gucci.

L'atmosfera fa sentire gli ospiti come se fossero sul set di un film, ma c'è qualcosa che non va.  E ad un tratto arriva la voce di Michele "You know, when you are in love, in a nightclub, but you are not in the right place, the person is not there?" 



Quello che generalmente succede quando uno spettacolo inizia è l'accendersi delle luci, questa volta però le luci non si sono accese, al loro posto una grande macchina del ghiaccio che creava un effetto nebbia sul palco, rendendo tutto poco visibile. 



Ed in mezzo a tutta questa nebbia i padroni di casa iniziano a sfilare sul palco: i colori, i vestiti. Un'esplosione di colori, di seta, di drappeggi. Non c'è dubbio, dal suo arrivo in Gucci, Alessandro Michele ha rivoluzionato l'immagine del brand, e , stiamone certi, le sorprese non sono finite.



 

mercoledì 31 agosto 2016

September, here you are

Settembre. Questo settembre è davvero diverso, un settembre che, lo ammetto, mi mette paura. L'anno scorso, di questi tempi, ero in un vortice di terrore: stavo per stravolgere completamente la mia vita, iniziarne una nuova. Ero un misto di ansie, di confusioni, di paure. Poi, il 22 settembre, sono salita sull'aereo che mi portava a vivere l'avventura più bella della mia vita.

A tre anni dissi che volevo fare la giornalista, ed eccetto un mini-periodo in cui dichiaravo di voler fare la ballerina (tutte le bambine lo attraversano) questo desiderio non è mai cambiato.

Ve lo avevo già detto, io sono fatta di parole che scrivo, scrivere per me è tutto. Non esisterei, non starei bene, se non potessi scrivere. È una delle più grandi emozioni che mi regalo.

L'anno scorso, colpevole il mio stato confusionale, non ero pienamente conscia di ciò che stavo per vivere, e vi assicuro che salire su quell'aereo è stata la migliore decisione che io abbia mai preso.

Quest'anno, tra poco, riprenderò quell'aereo e ciò che mi porterà non lo so. Spero cose belle sì, ma anche nuove sfide, nuovi ostacoli che mi faranno crescere, che mi porteranno a conoscermi sempre meglio.

Non smetterò di scrivere, di condividere, perchè per me è un'esigenza.

Lascio di nuovo casa mia, e questo è l'unico dolore, ma il gioco vale la candela.  

Ah, dimenticavo, voi venite con me. Perchè ciò che questo blog rappresenta, è ciò che io sto facendo della mia vita, e ora voglio che queste due cosi si incontrino. 

Sarà un anno difficile, lo so, ma io mi sento pronta. Io sono pronta. E la cosa più bella è che so che non sono sola. 

Settembre, benvenuto. Ti stavo evitando un po', ma ora sei arrivato, è arrivato il tuo momento.

Quando inizia settembre è sempre il momento dei "cambiamenti" come un anno nuovo, l'anno accademico diciamo, le vacanze sono finite, è il momento di ricominciare. E allora, caro settembre, ricominciamo.

 

martedì 30 agosto 2016

Barbie a Roma : la sua vita e la sua storia raccontati in una mostra



Barbie's evolution style


Il suo vero nome in realtà è Barbara Millicent Roberts e non è solo una bambola, non è solo un gioco per bambine, Barbara, Barbie, è un'icona. Ed è proprio così che si chiama la mostra che racconterà la sua straordinaria vita: Barbie. The icon.



Perchè Barbie è un'icona?
Fin dalla sua "nascita" al New York International Toy Fair il 9 marzo 1959 Barbie è stata la portavoce di una società che andava mutando. In lei e nei suoi abiti erano rappresentati tutti i cambiamenti di una società che ha visto crescere a poco a poco il ruolo della donna.
Barbie ha vissuto esperienze che hanno ispirato le bambine di tutto il mondo, abbracciando tutte le professioni: è andata sulla luna, è stata un medico, una giornalista, una casalinga, è diventata ambasciatrice UNICEF,  è stata un'hostess, un'infermiera, una stilista e ancora e ancora altro.

Barbie e Ken


Come ogni donna, Barbie non è mai rimasta nei suoi dogmi ma si è sempre reinventata, un anno fa, per esempio, arriva la svolta: Barbie cambia look e abbandona i tacchi alti per le ballerine.
E non solo,  è stata ispirazione di molte collezioni di stilisti famosi, come ad esempio per la collezione Fall Winter 2015 di Moschino . Come non definirla un'icona, un'ispirazione?

Barbie Grease Version





La mostra ha proprio quest'intento: raccontare il percordo di Barbie, le epoche, gli anni, che l'hanno resa l'indiscussa rappresentante dell'ideale di bellezza femminile, che ovviamente, negli anni è stata oggetto anche di molte critiche negative per il messaggio che potrebbe influenzare le donne: non siamo pezzi di plastica, ma donne vere e la perfezione non esiste, ma questa è un'altra storia.

BarbieTwist'N'Turn


La mostra sarà presente al Complesso Vittoriano di Roma fino al 30 ottobre 2016. Nel frattempo, vi ricordo di "seguire Barbie" anche su Instagram, proprio ieri  ha postato una foto con una sua nuova amica "doll" : Chiara Ferragni.



Una foto pubblicata da Barbie® (@barbiestyle) in data:

domenica 28 agosto 2016

Dietro le quinte del nuovo calendario Pirelli 2017

È di nuovo quel periodo dell'anno che in America chiamano "pruriginoso", e quando parlando di pruriginoso non parlano di un orticaria, ma del calendario Pirelli che dona ogni anno una nuova visione del termine.

Quest'anno, per la terza volta, dopo 15 anni (la prima volta  è stata nel 1996, e poi nel 2002) a dirigere lo shooting è il fotografo tedesco Peter Lindbergh, il quale, ha dichiarato a Vogue America che con questo calendario vuole mandare un sostanziale messaggio all'immagine che l'industria della moda promuove dell'ideale di bellezza.

Per promuovere questo messaggio Lindbergh ha recrutato 15 attrici di Hollywood che promuoveranno un'immagine di eleganza ormai, secondo il fotografo, che non esiste più. 
Le 15 attrici sono:  Kate Winslet, Penélope Cruz, Nicole Kidman, Dame Helen, Uma Thruman, Robin Wright, Lupita Nyong'o, Alicia Vikander, Julianne Moore, Rooney Mara, Jessica Chastain, Charlotte Rampling, Zhang Ziyi e Léa Seydoux. E una speciale "apparizione" della professoressa Anastasia Ignatova.


Calendario Pirelli 2002

Intervistato da Vogue America, il fotografo parla del suo "rapporto" e "legame" con il calendario, definendono un potentissimo strumento di informazione e una visione sulla visione dell'ideale di donna che il Calendario Pirelli propone. 
Nel 2002, la seconda volta che il fotografo è stato incaricato di dirigere lo shooting, fu la prima volta che vennero fotografate attrici invece che modelle, e fu definito come il "primo calendario intelligente". Il fotogafo afferma che il suo processo creativo non si è evoluto più di tanto dal 2002,  

"Qui hai tutti grandi nomi di attrici che che sono conosciute per fare film sensibili, alcune hanno anche vinto degli Oscars, l'unica cosa che devi fare è lasciare che loro siano se stesse"
E rivela anche l'unica differenza nel fotografare modelle e attrici "le modelle guardano sempre la telecamera, le attrici invece non la guardano mai almeno che tu non le forzi. Bisogna essere spontanei e sorprendere se stessi." 

Con questi presupposti, il Calendario Pirelli 2017 tornerà a stupirci come ogni anno, per il momento godiamoci alcune foto dal backstage.
Kate Winslet

Nicole Kindman

Penélope Cruz

Robin Wright

Uma Thurman
 Voi cosa pensate? Eccitati anche voi? 

mercoledì 27 luglio 2016

I social network e le emozioni

Ci svegliamo la mattina e il nostro primo gesto è prendere il telefono perchè "qualcuno" potrebbe averci scritto. Non importa se siamo andati a dormire all'1 e ci siamo svegliati alle 5, qualcuno potrebbe averci scritto.
Il bello, anzi, il brutto di tutto ciò è che la mattina potremmo svegliarci accanto a chi amiamo, e il primo gesto della giornata dovrebbe essere un gesto d'amore, una priorità che nella nostra vita, e nel mondo in generale, non abbiamo più.

Siamo dipendenti da un oggetto formato da circuiti, riversiamo la nostra vita e tutti i nostri segreti su di esso, è la nostra principale fonte di informazione ma sapete una cosa? Qualunque informazione puà darci un telefonino non è paragonabile alla scoperta che solo l'essere umano possiede un cuore.

Ci siamo scordati come funziona il nostro cuore? Possiamo googlarlo, ma niente su internet saprà realmente spiegarci cosa si prova quando...si prova. Quando si ama, quando ci emozioniamo, quando piangiamo ridiamo scherziamo ci arrabbiamo.

Possiamo provarci, tutti insieme, mettere il cellulare in una scatola con su scritto "non aprire" e partirebbe l'astinenza. Ma si può andare in astinenza da iPhone? Eppure, sì.

La nostra vita precipita se il telefono si sta per scaricare, ci sentiamo isolati dal mondo. Se il nostro telefono ci lasciasse, anche solo per un'ora, ci sentiremmo persi. Come se ci stessimo perdendo tutte le cose che nel mondo stanno accadendo.

Vogliamo parlare delle relazioni? Mi rifiuto di essere una persona che si emoziona per un cuore su whatsapp, cosa significa quel cuore? Me lo sai spiegare? E se sei arrabbiato perchè non vieni e me lo dici anzichè mandare un emoticon?

Non possiamo permettere a noi stessi che un telefono e delle faccine siano ciò che ci rendono felici.
Se ti sto mandando un cuore, è perchè probabilemente io a te ci tengo, ti amo, ti voglio bene, e voglio averti nella mia vita. Non darebbe molta più soddisfazione sentire o leggere queste parole che ricevere un cuore che lampeggia?

Non sarebbe più bello toccarsi per mano, passeggiare, e vedere insieme un tramonto con i nostri occhi e non con lo schermo di un telefonino?

Pensate se state guardando il tramonto più bello della vostra vita con la persona che amate, postate su Instagram "emozionante tramonto #sonofelice #sonoemozionata" ma la verità è che in questo momento, mentre tu stai condividendo il tramonto più bello della tua vita lo stai anche perdendo, non lo stai sentendo, non siamo più capaci di provare emozioni.

Veramente è più importante "condividerlo che viverlo?" Veramente con tutto ciò che nel mondo accade le nostre ansie, le nostre paure, i nostri sentimenti li conosce solo il nostro telefono?
Lui non può parlare, non può ascoltarci, non può regalarci emozioni.

Linkedin per sentirsi più vicini? Incontriamoci e sentiamoci uniti davvero
Facebook per condividere con gli altri, ma i momenti stessi li viviamo?
Whatsapp per parlare, comunicare. Comunichiamo davvero? Quante cose non scriviamo? Non sarebbe più bello guardarsi negli occhi?
Instagram per condividere momenti ed emozioni, che non sentiamo davvero. 
Social Networks per condividere, creare una connessione, che ci fa solo allontanare di più.

Noi non siamo un telefonino, non siamo un'unione di circuiti supertecnlogici. Noi siamo degli essere umani, ed essere uomini è la cosa più bella del mondo perchè possiamo provare emozioni talmente forti che ti fanno sentire di aver vissuto davvero.




Nella vita io cerco la magia, le emozioni, le risate forti che ti fanno piangere, i momenti perfetti con le persone che amo, lavorare e metterci la passione in ciò che faccio che mi faccia sentire libera.
Vorrei volare con la fantasia, vorrei che un pittore mi seguisse sempre e dipingesse le mie emozioni. Vorrei una tela dove esprimermi, un palco dove danzare, un prato verde ed immenso dove ballare.

L'amore lo voglio sentire, toccare e vedere e non attraverso uno schermo, perchè niente, e niente al mondo potrà mai sostituire il brivido dell'emozione più grande della vita quando ami, e quelli sono i momenti più belli, che non vuoi "condividere" con nessuno se non con le persone che ami e custodirli - non sul cellulare ma- nel tuo cuore per sempre.



venerdì 8 luglio 2016

Who Is On Next 2016 vede il trionfo del giovane Brognano, di Miahatami e Pugnetti Parma

Sono felice di raccontarmi questa storia, una storia che ha un'inizio, e che (fortunatamente) non avrà mai fine. Questa storia parla di passioni, parla di talento, parla di soddisfazioni. Sono quelle storie che ti commuovono, sono quelle storie che vorresti non finissero mai, sono quelle storie che ti appartengono.

Scegli la tua vita, la progetti e la definisci, e piano piano ti rendi conto che il mondo è nelle tue mani e che è pieno di opportunità che aspettano solo te per essere conquistate.

Oggi i protagonisti di questa storia sono 3: Brognano, Miahatami e Pugnetti Parma. Dietro questi tre marchi tre giovani talenti: Nicola Brognano, Narguess Hatam e Filippo Pugnetti, segnatevi e appuntatevi questi tre designer che oggi sono stati premiati per rappresentare un messaggio importantissimo: il futuro della moda.

Mentre Napoli è blindatissima per Dolce&Gabbana, Nicola Brognano, che precedenemtente aveva lavorato per loro e per Giambattista Valli, trionfa a roma come vincitore di Who Is On Next 2016.
Il giovane stilista, all'età di soli 26 anni viene premiato per la sua capacità di "interpretare lo spirito del momento con colori e sovrapposizioni.

Miahatami


La seconda finalista, Narguess Hatam, oltre che ad aver portato in passerella la sua collezione, ha trasmesso attraverso i suoi colori un messaggio di pace. "Tutti si aspettavano di me una linea solo nera", dice Franca Sozzani citando la giovane stilista, ed è proprio per il senso del colore e la decisione di utilizzare alcuni dettagli della cultura persiana che la stilista si aggiudica il secondo premio.

Filippo Pugnetti, designer e aritigiano, connubio tra passato e presente si aggiudica il premio Who Is On Next sezione accessari per la scelta di valorizzare le eccellenze locali e artigianali.
Brognano


Oltre al premio Who Is On Next, per la prima volta quest'anno si sono aggiunti altri premi;
- la Camera Nazionale della Moda Italiana offre al vincitore, Brognano, di presentare la propria collezione pret-a-porter nel calenderio 2017 della Milano Fashion Week.

Pugnetti Parma


- yoox.com premia Brognano, Parden's e Pugnetti Parma offrendo loro di far parte di THE NEXT TALENTS, progetto ideato da yoox.com e Vogue Italia per promuovere i giovani talenti nel panorama della moda internazionale, in più, offrirà loro di presentare su yoox.com, in più di 100 paesi, una selezione della loro collezione.


Brogano




- nuova anche la partenrship con Premiere Classe, prestigiosa esposizione francese di rilievo internazionale dedicata al mondo degli accessori. Premiere Classe ospiterà tutti i designer finalisti della sezzione accessori nella prossima edizione che si terrà dal 2 al 5 dicembre a Parigi. Inoltre, il vincitore, Pugnetti Parma, sarà premiato con uno stand gratuito di 4mq a Premiere Classe Tuileries durante la Paris Fashion Week, potendo così presentare la collezione ai migliori buyer internazionali della moda.

Miahatami


Questa storia, come ho detto, non finisce. Il talento e le passioni sono una delle forze più grandi al mondo, e lo dimostrano la tenacia e l'amore per ciò che hanno creato di questi tre nuovi grandi marchi del futuro della moda.
Filippo Pugnetti




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